Intervento di Facoemulsificazione

 1.199,00

La facoemulsificazione è la tecnica ad oggi più sicura diffusa e più rapida ( 4-6 minuti tutto l’intervento) per rimozione del cristallino oculare che presenta difetti o fenomeni di invecchiamento . Nella maggior parte dei casi viene utilizzata l’anestesia topica mediante un collirio anestetico. La tecnica chirurgica prevede che attraverso un’incisione corneale di circa 2 mm sia creata un’apertura sul sacco che riveste e contiene il cristallino (capsula). Una microsonda ad ultrasuoni frammenta e aspira il nucleo in tanti piccoli pezzi . Attraverso la stessa piccola incisione viene poi inserito un cristallino artificiale iniettabile (IOL) che permette un’ottima visione per lontano e nel caso di IOL SPECIALI (personalizzate) permette di rimuovere anche l’ astigmatismo e la presbiopia consentendo quindi anche la visione da vicino ed eliminando definitivamente l’uso di occhiali.

Descrizione

L’intervento di asportazione e sostituzione del cristallino difettoso ,  opacizzato,  o con cataratta, ad oggi più comunemente effettuato è la facoemulsificazione. La procedura chirurgica  è conforme  un intervento ambulatoriale minimamente invasivo, veloce e indolore. Nella maggior parte dei casi viene utilizzata l’anestesia topica (viene instillato un collirio anestetico), meno frequente è l’uso dell’anestesia peribulbare (l’anestetico viene iniettato intorno alla regione orbitaria).I nostri chirurghi utilizzano esclusivamente procedure con anestesia mediante collirio senza iniezioni o infiltrazioni locali.

Fasi dell’intervento:

  • Somministrazione del collirio anestetico;
  • Posizionamento del paziente sul lettino operatorio;
  • Disinfezione della cute periorbitaria e palpebrale e copertura con telo monouso sterile del campo operatorio;
  • Applicazione del blefarostato (uno strumento che serve per tenere aperte e ferme le palpebre);
  • Disinfezione del sacco congiuntivale con Iodopovidone;
  • Si praticano due piccole incisioni sulla superficie dell’occhio (tunnels corneali), per poter lavorare con la microsonda ad ultrasuoni . Durante la procedura, il chirurgo manovra gli strumenti all’interno dell’occhio con estrema precisione grazie all’utilizzo di un microscopio operatorio.
  • Per proteggere le strutture oculari (in particolare la cornea), una sostanza viscoelastica, che assorbe e mitiga gli ultrasuoni viene prima iniettata nella parte anteriore dell’occhio.
  • In questo modo, solo il cristallino viene sollecitato dagli ultrasuoni;
  • Si esegue la capsuloressi, ossia si rimuove la parte anteriore della capsula, l’involucro trasparente che avvolge il cristallino, per poter operare direttamente sul cristallino;
  • Con il facoemulsificatore si frammenta il cristallino mediante l’emissione di ultrasuoni;
  • Una volta rimosso il nucleo, cioè la parte più dura, si procede alla aspirazione delle masse corticali del cristallino ed alla scrupolosa pulizia della capsula posteriore. Si ottiene in tal modo lo svuotamento del contenuto del cristallino con la creazione di un sacchetto vuoto (sacco capsulare) che, dilatato con viscoelastico, accoglierà il cristallino artificiale .
  • Si impianta il cristallino artificiale (IOL) posizionandolo all’interno della capsula posteriore;
  • Le ultime fasi dell’intervento chirurgico consistono nell’aspirazione del viscoelastico e la medicazione mediante antibiotici in collirio.
  • Non servono punti di sutura poichè le piccolissime incisioni eseguite sono autochiudenti e si riparano rapidamente da sole